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Una voce sublime.

IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL TEATRO PUGLIESE

Una voce sublime.

di Valeria S.

Luca Violini.

Una voce sublime.

Attore, regista, insegnante di teatro, eccezionale doppiatore. Una delle più imponenti e affermate voci nazionali nel panorama del doppiaggio cinematografico, pubblicitario, radiofonico, televisivo e documentaristico.

“Chiudete gli occhi e aprite le porte alla fantasia…”, lei esordisce spesso con questa frase all’inizio di ogni suo spettacolo. Per il pubblico è un gioco da ragazzi, vista la sua grande voce. Ci vuole raccontare cosa c’è dietro questa frase?

Partendo dal presupposto che io propongo spettacoli da me definiti di “RadioTeatro”, ho capito che è giusto coinvolgere da subito lo spettatore e spiegare, soprattutto per chi viene ad ascoltarmi per la prima volta , che si troveranno ad assistere ad una tipologia di teatro “essenziale” in cui non ci sono, per mia scelta, scenografie e movimenti scenici. In scena, infatti, c’è solamente l’amplificazione, le luci, un leggio, un microfono e una storia da raccontare. La mia scelta artistica è stata quella di proporre un teatro in lettura ed è la caratteristica che mi contraddistingue. Ed è una lettura in cui amalgamo la tecnica della recitazione teatrale alla tecnica del doppiaggio. Mi rendo conto che propongo una grande sfida allo spettatore, uno sforzo di concentrazione non indifferente soprattutto in considerazione del fatto che la società moderna ci riempie di immagini ed abbiamo perso una delle facoltà più straordinarie che è quella della fantasia, dell’immaginazione. Il cinema, come la televisione, ci raccontano una storia fatta si di parole recitate ma accompagnate dalle immagini che quindi non lasciano lo spettatore nella condizione di immaginare liberamente i vari personaggi, i luoghi, i colori in cui si ambienta la storia. Ecco, io ho scelto un modo di fare teatro in cui lo spettatore ascolta la storia raccontata ma senza condizionamenti già prestabiliti. Ognuno può immaginare, a proprio modo, ogni personaggio, ogni ambientazione, nella più totale libertà. Per questo invito gli spettatori a chiudere gli occhi e ad aprire le porte alla fantasia per lasciarsi andare in un viaggio nell’ immaginazione, guidati dalla mia voce. A tal proposito faccio mio il concetto di Antoine Saint Exupery “L’essenziale è invisibile agli occhi”

Seguiamo con ammirazione le sue dichiarazioni, in un’intervista ha detto: “Ho capito l’importanza della voce, da giovanissimo, il valore aggiunto che può dare nella comunicazione interpersonale e questo vale non solo nel mio lavoro ma anche nella vita quotidiana.” In questo momento di pandemia la comunicazione corretta è essenziale per evitare infodemia.

In merito al periodo che stiamo vivendo, anche psicologicamente ed emotivamente delicato, ritengo che ci sia stata una comunicazione sbagliata sia a livello istituzionale che scientifico  spesso discordante e contraddittorio anche nel contenuto e questo ovviamente non è di aiuto a nessuno, ma non voglio entrare in polemiche tecniche. Per quanto riguarda il concetto generale della “Comunicazione” il discorso è molto interessante in quanto l’azione del comunicare è alla base di ogni tipologia di rapporto umano, sia in ambito privato che professionale ed ovviamente chi “comunica” in maniera efficace sicuramente arriverà, al soggetto o ai soggetti a cui vuole inviare il messaggio, in maniera più incisiva. La comunicazione si avvale di molti componenti tra i quali il contenuto e la forma. La forma a sua volta è determinata da fattori verbali e non verbali. Tra i fattori verbali lo strumento voce, con il suo corretto utilizzo fatto di timbro, intonazione, colore, dizione e fonetica, rende il tutto più emozionante. Io parto sempre dal presupposto che comunicare significa emozionare e chi riesce ad emozionare, a prescindere dal contenuto che comunica, è vincente. La comunicazione è un’arte e come tale va studiata. Imparare a comunicare bene può davvero cambiare la vita.

La sua brillante idea: RadioTeatro.

Beh, la scelta di proporre il teatro con la formula del “RadioTeatro” è stata la conseguenza naturale della mia passione viscerale per la lettura. E’ certamente il risultato di anni di esperienza, di duro lavoro, di evoluzione creativa. La radio dei nostri nonni aveva la straordinaria caratteristica di far rivivere,  nella mente dell’ascoltatore, le fantasie scaturite dalle suggestioni sonore che percepiva. A questo mi sono ispirato. Ho messo insieme la magia del teatro, quindi il tempo presente in cui l’attore vive e condivide nello stesso luogo e nello stesso tempo le emozioni del racconto insieme al pubblico, alla magia evocativa della radio. Utilizzo sapiente della voce – in cui da doppiatore metto in atto anche le tecniche del doppiaggio – come strumento evocatorio, trainante nella storia che racconto unita a musica, suoni e rumori che diventano scenografia immaginaria. Insomma, lo scopo che mi prefiggo nei miei spettacoli è quello di portare lo spettatore a riscoprire le emozioni profonde  attraverso il potere evocativo dell’immaginazione.

Sappiamo che lei desidera che lo spettatore sia il vero protagonista delle sue storie. Oggi quei protagonisti attendono di poter tornare a sognare con lei in teatro. Bisogna però essere realisti e consapevoli che i teatri saranno forse gli ultimi a riaprire il sipario. Ha un messaggio per loro?

Mi farebbe piacere poter dare risposte concrete ma al momento non si sa quando potremo tornare tutti in teatro visto che, come hai ben detto tu,  saranno gli ultimi luoghi, ad essere riaperti. Mi auguro che in estate si possa valutare di fare all’aperto eventi con tutte le misure sanitarie di sicurezza, ovviamente per un numero limitato di spettatori e con più repliche. Il fatto che si potrà andare al mare, almeno così sembra, mi fa ben sperare perché significa che, rispettando le distanze, si potrà stare insieme anche per condividere emozioni legate all’arte. La situazione attuale mi rattrista molto e questo è un tema che le istituzioni dovrebbero prestissimo affrontare dando linee guida che ci consentano di organizzarci in merito. Il settore artistico professionistico, a causa di questa situazione, è allo stremo, e non dimentichiamo che  rappresenta e coinvolge migliaia di lavoratori ( attori, cantanti, ballerini, registi, coreografi, macchinisti, truccatori, costumisti, comparse, tecnici audio/luci) che hanno visto, da un giorno all’altro,  annullare date  e che vedono in prospettiva mesi di inattività. Tutto questo è davvero preoccupante. Consideriamo poi che gli eventi rappresentano anche un indotto economico indiretto, basta pensare che quasi sempre prima di andare a vedere uno spettacolo si va a fare un aperitivo, oppure c’è la cena dopo, l’albergo se si va a vedere eventi fuori zona, e tanto altro. Insomma un fermo che certamente peserà sull’intera economia nazionale.  Ai miei spettatori dico che ho una enorme mancanza delle emozioni che ogni volta, in ogni spettacolo che propongo, riporto a casa. Mi manca il rapporto diretto con loro, l’empatia che si crea in sala, mi manca l’adrenalina e anche la fatica della responsabilità che vivo quando vado in scena perché ogni volta mi impegno per poter dare il massimo. Ogni volta è una sfida nuova. Quindi, mi auguro che presto si possa tornare a condividere emozioni, quelle emozioni che né televisione, né web possono dare. Ad essere sincero in molti mi hanno chiesto di proporre spettacoli di “RadioTeatro”su piattaforma ma non voglio cedere a questi surrogati che compromettono proprio la magia intrinseca del teatro che , come ho detto prima, è “il tempo reale”. A teatro, dal vivo, il mio cuore batte all’unisono con quello dei miei spettatori e già solo questa è una enorme emozione. Sto invece ipotizzando un nuovo progetto che potrebbe essere giusto per il web, ma non svelo nulla per il momento.  Mi auguro nel frattempo che vengano studiate soluzioni per consentirci, quanto prima, di riappropriarci di quei momenti che fanno bene all’anima, al cuore e che contribuiscono a nutrire la nostra consapevolezza. Non vedo l’ora, quindi, di poter annunciare la data ed il luogo del mio prossimo spettacolo dal vivo di “RadioTeatro”. E sarà un po’ come rinascere. Io sono già pronto!

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