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Musica&Teatro

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di Stefano Dentice

Donatello D’Attoma | Musicologo, Pianista jazz e compositore

Dopo il conseguimento del diploma in Organo e composizione organistica al Conservatorio di Monopoli (BA) e la laurea in Musicologia presso la Facoltà di Musicologia di Cremona, inizia un intenso percorso di formazione sul jazz dapprima a Cremona con Roberto Cipelli in seguito, a Torino, con Dado Moroni, Furio Di Castri ed Emanuele Cisi.

Nel 2010 produce il suo primo disco “Logos” per l’etichetta Pus (H) In Records.

Segue un’intensa carriera concertistica in Italia e all’estero che lo porta a collaborare con grandi musicisti italiani e stranieri tra cui Marco Tamburini, Giovanni Falzone, Emanuele Cisi, Amedeo Ariano, Bjorn Vidar Solli, Vladimir Kostadinovic, Hikari Ichihara, Domenico Caliri, Robertinho De Paula, Gianni Bardaro, Pierluigi Villani e altri.

Finalista al concorso “C. Bettinardi” Piacenza Jazz (ed. 2011), vincitore del Conad Jazz Contest 2012 con il disco “Logos” con il quale è invitato a esibirsi sul prestigioso palco dell’Umbria Jazz Festival.

Nell’ambito della ricerca e degli studi musicologici sul processo improvvisativo ha collaborato con la SIdMA e con la Ut Orpheus curando la revisione e l’edizione critica di alcuni autografi del Novecento musicale italiano.

ONENESS

Donatello D’Attoma

Etichetta discografica:

Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali

Anno produzione: 2020

Intarsi armonici, soluzioni ritmiche e metriche assai interessanti e una comunicatività parca ma al contempo ardente rappresentano il fil rouge di “Oneness”, nuova opera discografica partorita dal fulgido pianista jazz e compositore Donatello D’Attoma, qui affiancato da due partner dall’irrefutabile valore come Alberto Fidone (contrabbasso) ed Enrico Morello (batteria). La tracklist consta di otto brani originali frutto
della feracità compositiva di D’Attoma, eccezion fatta per Coming On The Hudson (Thelonious Monk). 
Il mood di Fluorescent Light è crepuscolare, toccante, pervaso da un senso di mestizia. L’eloquio di Fidone è pregno di rarefatta cantabilità e struggente lirismo. Il pianista si esprime attraverso un playing intriso di
pathos e trasporto emotivo, come se dispensasse carezze agli ottantotto tasti, supportato dal soave comping cesellato dal tandem Fidone-Morello. 
Oneness, seconda traccia del CD, è una composizione eterea, dai tratti onirici, che poi vira verso il free. Qui il trio dialoga fittamente, con Donatello D’Attoma cesellatore di tensive asperità armoniche. Il groove drum and bass in Crazy Elevator. (Collision Point) è subito contagioso, travolgente. Il solo del contrabbassista è carico di nerbo e suadenti inflessioni bluesy, mentre D’Attoma architetta un discorso improvvisativo cerebrale, ipnotico, volto a creare uno stato di suspense. In pieno solco contemporary jazz, “Oneness” è un album dal quale affiorano colorazioni impressioniste, appartenenti alla musica colta, totalmente (e scientemente) scevro di pleonastici virtuosismi che, sovente, ingigantiscono il proprio ego a detrimento della sensibilità comunicativa. Un disco attraverso cui l’eclettica personalità artistica di Donatello D’Attoma si manifesta in modo specchiato.

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