Manduria (TA)
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TRANSIZIONI

TRANSIZIONI

– TransizionI –
rassegna di teatro contemporaneo patrocinata dall’assessorato alla cultura del comune di Monopoli sotto la direzione artistica di Paolo Morga.
Otto spettacoli si alterneranno sul palco della sala teatro di #spazio12 da gennaio a maggio 2020, il sabato alle ore 21.00 e la domenica alle ore 18.30

Transizioni 2020 attraverserà il Teatro Contemporaneo nelle sue declinazioni più ampie, a partire dalla tradizione del teatro di parola, della poesia, del teatro di denuncia fino a nuove forme di ricerca performativa che prevedono la sperimentazione di un rapporto diverso tra spettatore e attore.

18/19 gennaio
collettivo teatro prisma
L’AGENDA 19 LUGLIO 1992
scritto e diretto Giovanni Gentile
con Barbara Grilli
Cosa lega la strage di Via D’Amelio a quella avvenuta, solo 57 giorni prima a Capaci, in cui perde la vita il Giudice Falcone?
Su cosa stava indagando il Giudice Borsellino e perché bisogna fare così in fretta a riempire una 126 di tritolo e a farla esplodere, facendo a pezzi lui e la sua scorta? Dov’è L’AGENDA ROSSA da cui Paolo Borsellino non si separa mai e sulla quale, negli ultimi giorni, scrive furiosamente a ogni ora del giorno e della notte?
Perché Salvatore Borsellino, il fratello minore di Paolo, da subito ha cominciato a urlare un’altra verità? Un’indagine lacunosa, continui depistaggi, ancora poche verità certe, uno Stato che si tira indietro davanti alle proprie responsabilità, un pezzo di Storia d’Italia da riscrivere.

1/2 febbraio
gruppo Tapodes
NON SO NEMMENO SE SONO FELICE
dalla vita e dai racconti di Irene Nemirovsky
con Paola De Crescenzo, Aura Ghezzi, Roberta Infantino, Carla Recupero
regia Luca De Bei
Anni ’30. La scrittrice Irène Némirovsky vive ormai a Parigi da alcuni anni, è diventata famosa grazie al suo romanzo “David Golder”, è felicemente sposata e madre di due bambine. Irène vive del suo lavoro, si interroga sull’alchimia della scrittura e sulla difficoltà di tradurre in linguaggio artistico le sfumature e i colori della vita. Sulla scena prendono corpo i suoi personaggi, tutti al femminile, con frammenti delle loro storie: una donna che vuole separarsi dal marito ma non riesce a lasciarlo, una ragazza ricca e viziata che vuole fuggire da una famiglia soffocante, una prostituta che si illude di trovare una soluzione al fallimento della sua vita, una “cocotte” che ritrova una figlia data a balia da bambina la quale vorrebbe seguire le orme della madre. Le storie di queste donne con i loro drammi si intersecano con la storia di quegli anni e con il vissuto di Irène: all’orizzonte si profila il pericolo di una nuova guerra e prendono forma le contraddizioni di una donna e di una scrittrice che si trova a dover affrontare l’ondata di antisemitismo che si abbatte sull’Europa e che inizia a creare problemi anche ad una intellettuale celebre come lei. Mentre continua a scrivere e a dar vita ai suoi personaggi, Irène è costretta a interrogarsi sul destino che l’attende e che, inesorabile, si compirà.

15/16 febbraio
EFFETTI SONORI: MaNiCoMiO
scritto e diretto da Silvia Cuccovillo
con Silvia Cuccovillo e Jacopo Selicati
„La pièce è incentrata su un manicomio, luogo di dolore e isolamento, che lascia spazio alle più efferate aberrazioni. Ma non una struttura ospedaliera o di contenimento, bensì una casa borghese in cui una mamma, dopo la morte di suo marito, costringe alla prigionia fisica e psicologica il proprio figlio, isolandolo dal resto del mondo, e impedendone il normale sviluppo emancipatorio. Niente citofono, ma solo un telefono antico a collegare la casa al mondo là fuori. Un luogo in cui si consuma l’amore totale fra una madre-donna ed il suo bambino-uomo, inconsapevole specchio di un folle equilibrio, costruito con astuzia e violenza , giorno dopo giorno, eliminando qualunque cosa fosse d’ostacolo. Ma il meccanismo s’inceppa. La bambola non è una bambola. Ha delle pulsioni. Vive. È cresciuta. L’equilibrio lascerà il posto a un vortice di mostruosità che inghiottirà ogni cosa, fino all’arrivo improvviso di una nuova quiete, un apparente nuovo equilibrio, che altro non sarà che l’occhio del ciclone, l’apice della follia. Fra colpi di scena e situazioni grottesche si arriverà ad un finale inesorabile, riflesso dell’uomo, del sacrificio della donna nella madre, della morbosità dell’amore madre-figlio, e di una società che nutre l’alienazione.“

1 marzo
ALLA MODA DEL VARIETÀ
con Antonella Carone, Tony Marzolla, Loris Leoci
supervisione artistica Marinella Anaclerio
Come dimenticare la verve di Petrolini, lo swing fresco del Trio Lescano, i tic di Walter Chiari o le macchiette di Nino Taranto?
Tre attori conducono un viaggio nel secolo scorso, nell’universo luccicante e spensierato del Varietà, dagli esordi che strizzavano l’occhio alla moda del Cafè Chantant fino alle popolari trasmissioni televisive. Tra una mossa della Sciantosa e una rima del Gagà, questo “carosello” del Varietà è anche un tributo all’Amore, lungo una gamma che va dalla delicatezza di vecchie canzoni suonate e cantate dal vivo all’irriverenza di sketch esilaranti. Gli attori diventano di volta in volta abili trasformisti, versatili musicisti, duettisti, ballerini e finedicitori in un “amarcord” eccentrico fatto di poesia e risate d’altri tempi.

14/15 marzo
areté ensemble
LEOPARDI
di Giacomo Leopardi
diretto e interpretato da Annika Strøhm e Saba Salvemini
Una bara, due attori e le operette di Leopardi. Uno spettacolo in un bianco e nero a riflettere il grottesco ed il profondo della vita. Un Leopardi elegante, tragicomico, folle…e necessario in questi tempi bui. Solo testi di Leopardi integrali.
Come ad entrare in un mondo fantastico prenderanno vita: Dialogo della Moda e della Morte, Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo, Dialogo di Malambruno e di Farfarello, Dialogo di un venditore d’Almanacchi e di un passeggere, L’Infinito.

28/29 marzo
collettivo teatro prisma
KEDDA DI’
scritto e interpretato da Nico Sciacqua
regia Giovanni Gentile
Una storia antica raccontata con il vero dialetto della tradizione barese. Riannodare i fili con la nostra lingua, martoriata e privata della sua musicalità e della sua poesia per diventare sempre di più folklore senza senso. La tradizione tocca la modernità e vi si mescola in una storia che vi farà sorridere, ricordare, ma anche stupire e commuovere, perdere e riconoscere nella umanità di Lucia che diventa mamma e nonna di ciascuno di noi.
Perché Lucia ha lasciato un diario in cui si racconta, in cui racconta i suoi tempi e la sua vita, una vita che si intreccia a quella di tutti, una vita che non dimenticherete più. E un giorno all’anno sicuramente ripenserete a questa vecchia ragazza che, in fondo, non ci ha mai lasciato.

19 aprile
compagnia Acasa
PARADISE
di Valeria Simone
con Elisabetta Aloia e Lucia Zotti
regia Marialuisa Longo
Krystyna mette un annuncio su un giornale polacco. Cercansi braccianti. Ottima paga assicurata. In Italia. In molti rispondono a quell’annuncio, in molti parlano con lei che organizza tutto: la partenza e il viaggio, per poi affidarli ai loro datori di lavoro. In molti partono per la Puglia. Krystyna continua a ricevere telefonate, ad organizzare partenze. Poi alcuni spariscono, vengono scoperti i campi di lavoro e la rete criminale che li tiene in schiavitù. Krystyna non ci crede, forse si è inceppato qualcosa nell’organizzazione. Lei sa. Lei può dire. Lei può spiegare. Lei può dimostrare.
Chi è Krystyna? Dentro l’ingranaggio del caporalato che troneggia da sempre e delle regole dello sfruttamento del lavoro, scoprirà per la prima volta, i limiti della condizione umana.
Lo spettacolo è ispirato alle storie di migliaia di braccianti polacchi che tra il 2003 e il 2008 vennero in Puglia per lavorare nella raccolta dei pomodori. Molti di loro sparirono o furono trovati morti in circostanze inspiegabili. Grazie alla fuga e alla denuncia di alcuni studenti fu scoperta una fitta rete criminale che teneva in condizione di schiavitù i lavoratori. Nonostante i numerosi processi e le condanne che vedono intrecciati caporali stranieri e criminalità locale, lo sfruttamento dei lavoratori è ancora dominante in Puglia.
“Paradise” è la storia di una umanità schiacciata dal sistema dello sfruttamento che per salvarsi schiaccia a sua volta, forse in modo inconsapevole, ma travolta da una crudeltà che non salva nessuno.

2/3 maggio
compagnia Folletti e Folli
DONNE, ERAVAMO SOLO DONNE
di Dino Cassone
con Annarita Santomanco, Davide Semeraro, Tonia Argento
regia Dario Lacitignola
La giovane Beatrice Cenci, assieme alla matrigna e ai due fratelli, è condannata a morte per aver ucciso il padre Francesco, nonostante quest’ultimo avesse abusato di lei sin da quando era bambina…
Nel secondo testo la voce narrante è quella di Marie di Rossan, meglio nota come “la Bella Provenzale”, che dopo aver sposato in seconde nozze per convenienza il marchese de Ganges, diventa l’oggetto del desiderio dei suoi due cognati fino ad un tragico epilogo, infatti la donna morirà dopo lunghe e strazianti agonie. I testi, vogliono essere uno spunto per ribadire quello che accade sotto i nostri occhi, ogni giorno: il femminicidio. E una riflessione sul motivo per cui la maggior parte delle violenze avvengano tra le mura domestiche per mano degli uomini di famiglia.

Si avvisa il gentile pubblico che per assistere agli spettacoli in rassegna è necessaria la prenotazione.

☎️ 3495293076 / 3342846838

gli spettatori possono assistere agli spettacoli previa sottoscrizione della tessera associativa Allegra Brigata

 

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