stagione teatrale | anno primo 2019.20

DAL 9 NOVEBRE 2019 AL 16 APRILE 2020

Porta ore 20.00 – Sipario 20.30

Prenderà avvio il 9 novembre 2019 (ore 20.30), la nuova stagione teatrale “Stasera è di teatro” organizzata e promosso dalla giovane Associazione Piazza Assunzione, presso l’Auditorium Don Bello di Alessano. Una “prima” stagione che continuerà fino al 16 aprile 2020, con 6 spettacoli in cartellone, tutte produzioni della Compagnia Salvatore Della Villa. Si comincia il 9 novembre con “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, ultima replica per l’anno in corso. L’introduzione dello spettacolo sarà affidata al Prof. Roberto Figini e Santina Morciano.

A seguire il 15 dicembre “Mi sono fatto…a pezzi!” antologia semiseria di eccessi e difetti di e con Salvatore Della Villa; il 25 gennaio, in occasione del compleanno di Giorgio Gaber, “Il Grigio” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini interpretato da Salvatore Della Villa; il 9 febbraio, in occasione del centenario della nascita di Gianni Rodari, “Il vestito nuovo dell’imperatore… e altre storie” di Gianni Rodari; il 21 marzo, per giornata della poesia, il concerto poetico “Bestiario Salentino” selvaggi d’amore di morte poeti; infine chiuderà la stagione il 16 aprile, la nuova produzione della Compagnia Salvatore Della Villa, i due atti unici “La Giara” e “L’altro Figlio” di Luigi Pirandello.

La stagione teatrale è patrocinata dal Comune di Alessano.

Lo spettacolo “Il Piccolo Principe” è consigliato per bambini dai 6 anni.

Abbonamento a 5 spettacoli €30,00 (Il Piccolo Principe fuori abbonamento)

Biglietto €8,00

Punti vendita Alessano: Cartolibreria Diemme e Libreria Idrusa

Punti vendita Tricase: Mondadori Point e Libreria Marescritto

 

AUDITORIUM DON TONINO BELLO – Piazza Don Tonino Bello, Alessano

 

Info e prenotazioni:

Info e prenotazioni: Ass. Piazza Assunzione 320.5336960

FB Associazione Piazza Assunzione

9 novembre 2019

IL PICCOLO PRINCIPE

di Antoine de Saint-Exupéry

“Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini.     

E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me.

Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.

Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro…”

 

con Filippo De Carlo, Salvatore Della Villa,  Matteo Padula,

Maria Margherita Manco, Mariapaola Sistilli, Elena Spinelli

musiche originali e sonorizzazione Gianluigi Antonaci

disegni scene e costumi dagli originali Emilio Urbano

video di scena Andrea Federico

trucco di scena  Sandra De Santis Gianfranco Protopapa

realizzazione costumi  Degas – Elena Cretì

realizzazione scenografia  Depo Scenografie

adattamento e regia Salvatore Della Villa

Uno spettacolo fedele e coinvolgente che incanta i più piccoli ed emoziona gli adulti. Una galleria di figure attualissime, metafore della condizione umana. Fedele al testo di Saint-Exupery, Salvatore Della Villa inserisce elementi di grande originalità.  Uno spettacolo coinvolgente, un allestimento dal sapore “felliniano” allegramente sognante, che incanta i più piccoli ed emoziona gli adulti.

La produzione dello spettacolo è giunta al suo IV° allestimento dopo il successo di critica e di pubblico, e lo spettacolo essendo adatto sia ai bambini che agli adulti ha registrato il sold out in tutte le repliche fino ad ora programmate dal 2008 ad oggi. Spettacolo fedelissimo al testo di Saint-Exupéry, la cui produzione è stata una delle rare produzioni mondiali autorizzate dagli eredi e Gallimard, che hanno concesso il placet scrupoloso di rappresentazione per l’adattamento e la regia a Salvatore Della Villa. Gli stessi costumi e scene, disegnate dall’artista Disney Emilio Urbano, sono fedeli ai disegni originali dell’autore. Le musiche originali sono firmate da Gianluigi Antonaci, che ha cucito addosso ad ogni personaggio note e temi identificativi di grande atmosfera.

15 dicembre 2019

MI SONO FATTO…A PEZZI!

antologia semiseria di eccessi e difetti

di e con Salvatore Della Villa

Teatro d’Attore puro, lo Spettacolo ha un percorso multiforme, che apre pagine di vita reale e immaginaria, dai toni e colori leggeri, drammatici, ironici e grotteschi, in circostanze di quotidianità ed eccessi. Un percorso eclettico, che coinvolge autori classici e contemporanei. Il Pubblico avrà l’opportunità di essere accompagnato e coinvolto emotivamente in questo contenitore poliedrico dell’arte teatrale, dove si snodano atti esistenziali di personaggi psicologici e introspettivi attraverso i loro drammi e circostanze paradossali di personaggi irreali e di pura creazione dell’immaginario, nelle loro esilaranti ed equivoche situazioni.

25 gennaio 2020

IL GRIGIO

di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

con Salvatore Della Villa

musiche originali Gianluigi Antonaci

video Andrea Federico

Un uomo decide di vivere in una nuova casa alla periferia di una città con la voglia di allontanarsi da tutto, per riflettere e rimettere un po’ d’ordine nella sua vita. Ha la necessità di lasciarsi alle spalle la quotidianità di una vita banale: un matrimonio non riuscito, un’amante delusa, un figlio a lui estraneo. Nella ricerca di una sua ipotetica e rigeneratrice pace, dovrà affrontare l’astuzia e la malvagità di un ospite inaspettato e indesiderato, “ Il Grigio”, che lo metterà alla prova nel profondo della sua esistenza, fra trappole e inganni, in un duello comico e paradossale che farà luce sulla solitudine e sui sentimenti dell’uomo.Scritto nel 1988, rappresenta una delle opere più significative del teatro italiano contemporaneo. Con un testo attualissimo per linguaggio, contenuti e ritmi narrativi, Gaber porta sulla scena i sentimenti, le paure, le debolezze dell’animo umano, analizzate senza pudore, nè ipocrisie. Vertigine di fronte ad un amore “impegnativo”, del resto “l’amore è una parola strana. Vola troppo. Andrebbe sostituita”. Voglia di fuggire vigliaccamente di fronte alla responsabilità di diventare padre. Maldestri tentativi di dialogo con un figlio adolescente e con un Dio distratto. Questo rutilante monologo si dipana lungo una trama di avventure esilaranti, grottesche, surreali, in cui il rovello interiore del protagonista svela la voce della sua coscienza, quel “qualcosa che non faccia addormentare i tuoi dubbi” e che lo accompagna nel suo processo di maturazione. E poi la lotta, forsennata, crudele, ingenuamente astuta contro Il Grigio in una solitudine esistenziale che è al tempo stesso condizione dolorosa e occasione di riscatto, maschera protettiva e lente d’ingrandimento, spazio di dialogo interiore e terra di scoperta dell’altro da sè.

Gaber lo aveva definito “il più musicale” dei suoi spettacoli, sebbene non vi avesse inserito nessuna delle sue canzoni. La musicalità dello spettacolo, infatti, sussiste nella misura in cui la crea il suo interprete. Lo spettacolo si sviluppa in situazioni vertiginose che portano l’attore a vivere una sfera emotiva che si alterna in un nevrotico susseguirsi di umori. Il Grigio è un tam tam smagliante di umorismo, dramma e ironia.

9 febbraio 2020

IL VESTITO NUOVO DELL’IMPERATORE

e altre storie

di Gianni Rodari

 

con Salvatore Della Villa, Matteo Padula, Maria Margherita Manco,

Claudia Stapane, Elena Spinelli, Marianna Solidoro, Alessandro Zezza

regia Salvatore Della Villa

 

 

2020 centenario della nascita di Gianni Rodari

 

L’adattamento per la scena di Gianni Rodari dalla fiaba danese di Hans Christian Andersen narra la vicenda di un imperatore vanitoso, completamente dedito alla cura del suo aspetto esteriore, e in particolare del suo abbigliamento. Un giorno due imbroglioni giunti in città spargono la voce di essere tessitori e di avere a disposizione un nuovo e formidabile tessuto, sottile, leggero e meraviglioso, con la peculiarità di risultare invisibile agli stolti e agli indegni. I cortigiani inviati dal re non riescono a vederlo; ma per non essere giudicati male, riferiscono all’imperatore lodando la magnificenza del tessuto. L’imperatore, convinto, si fa preparare dagli imbroglioni un abito. Quando questo gli viene consegnato, però, l’imperatore si rende conto di non essere neppure lui in grado di vedere alcunché; come i suoi cortigiani prima di lui, anch’egli decide di fingere e di mostrarsi estasiato per il lavoro dei tessitori. Col nuovo vestito sfila per le vie della città di fronte a una folla di cittadini che applaudono e lodano a gran voce l’eleganza del sovrano. L’incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida: “ma non ha niente addosso!”; da questa frase deriverà la famosa frase fatta « Il re è nudo! ».Ciononostante, il sovrano continua imperterrito a sfilare come se nulla fosse successo. Dello stesso autore, in scena anche “La finta addormentata nel bosco” e “Caccia a Nerone”.

 

 

 

 

21 marzo 2020

BESTIARIO SALENTINO

selvaggi d’amore di morte poeti

CONCERTO POETICO

Vox Poetica Salvatore Della Villa

Composer e Live Digital Sound Engineer Gianluigi Antonaci

Pianoforte Valeria Vetruccio

Tessitura narrativa e consulenza letteraria Antonio Errico

Photo &  Video set Fernando Bevilacqua Angelo Longo

Bestiario Salentino è la diversa forma di interpretare alcuni tra i più bei testi poetici e narrativi di Vittorio Bodini, poeta e saggista tra i più celebrati e ammirati, tenacemente pregno dell’identità di questa terra e al tempo stesso fieramente al di sopra del provincialismo.

Le parole che mutano con il variare dei temi e dei toni: l’amore raccontato con sarcasmo e dolore da Salvatore Toma; la terra, amara di nostalgia ed aspra di Bestiario raccontata da Bodini, Epifani, Pagano, Fiore; la tenerezza e la follia, la poesia e la morte, che hanno colorato le vite e le parole di Tommasi, Edoardo De Candia,  Ercole Ugo d’Andrea, Antonio Verri ed ancora Salvatore Toma.

L’impressionismo dei paesaggi e il pathos dei sentimenti contrastanti costituiscono il nucleo di un gioco teatrale a volte ironico e provocatorio, a volte tenero e struggente.

Quella voce narrante ha le parole di Antonio Errico, autore della tessitura narrativa dello spettacolo, di un racconto di prosa e poesia che, coniugato con il gioco video-sonoro, diventa eco di tempo più longevo della vita.

Una lettura registico – interpretativa che non si muove, come accade di sovente sul distacco, la divisione o la separazione tra il testo e l’attore, ma qui ne diventa corpo timbro essenza del dire, dell’essere detto. Molto suggestive le musiche e sonorizzazioni di Gianluigi Antonaci che creano luoghi  e ambienti consonanti.

 

16 aprile 2020

LA GIARA

L’ALTRO FIGLIO

di Luigi Pirandello

Nuova Produzione

 

regia Salvatore Della Villa

 

LA GIARA

Fresca novella che mette in scena il teatro della vita in una avvincente storia di uomini e di cose. Don Lollò è una giara piena di litigiosità, prepotenza, pignoleria, arroganza ed ira. Egli portando il tutto agli estremi limiti, diventa il simbolo, l’emblema della lite. Il “mondo” fra Don Lollò e Zì Dima è vinto da quest’ultimo che, almeno, sa prendere la vita con filosofia ed allegria. Perché la giara si è rotta? Perché i simili si uniscono: Don Lollò ha la mente incrinata e fa acqua da tutte le parti; è un vaso rotto e non può che comprare una “giara” rotta in partenza.

E’ una delle numerose novelle scritte da Luigi Pirandello. In particolare, questa fu scritta nel 1906 per divenire poi una commedia nel 1916 ed essere inclusa, infine, nelle “Novelle per un anno” del 1917. In modo brillante, “La giara” di Pirandello racconta la disavventura di Don Lolò Zirafa. Zirafa è un proprietario terriero, ancorato saldamente ai propri possedimenti e pronto sempre ad andare allo scontro con chiunque per difenderli.

L’ALTRO FIGLIO

L’altro figlio” racconta la tragedia di una poverissima madre che si aggrappa al ricordo, idealizzato ma sempre presente, dei suoi figli partiti in cerca di fortuna e ormai dimentichi delle loro origini. Essa ha un “altro” figlio, presente e amorevole, concepito in circostanze tragiche che essa non riconosce come suo, e preferisce morir di fame e stenti che anche solo vederlo in lontananza. Il personaggio di questa madre fugge dalla realtà tragica e potenzialmente vantaggiosa per lei in un mondo di ricordi e di idealizzazioni, procedendo sul filo della follia senza mai caderne.

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