ROMEO E GIULIETTA

Compagnia Salvatore Della Villa    Comune di Galatone      Teatro Pubblico Pugliese

Teatro Comunale di Galatone

TEATRI DELL’AGIRE

STAGIONE DI TEATRO E MUSICA – ANNO SECONDO 2018.19

DAL 21 DICEMBRE 2018 AL 26 APRILE 2019

 

31 maggio – 1 e 2 giugno ore 21.00

 

COMPAGNIA SALVATORE DELLA VILLA

ROMEO E GIULIETTA

di William Shakespeare

Si chiude con la nuova produzione della Compagnia Salvatore Della Villa, Romeo e Giulietta di William Shakespeare, la stagione di teatro e musica “Teatri dell’Agire” del Teatro Comunale di Galatone, al suo debutto il 31 maggio, con repliche 1 e 2 giugno (ore 21.00).

La Compagnia Salvatore Della Villa, dopo Il Grigio di G. Gaber, Il Piccolo Principe di A. de Saint-Exupéry e Caligola di A. Camus, mette in scena Romeo e Giulietta, opera indissolubile del Teatro, classico per eccellenza. La Compagnia, costituita da attori provenienti da tutta Italia, porterà in scena una delle opere shakespeariane più celebri al mondo, con la regia di Salvatore Della Villa, che nel suo adattamento ha voluto attenersi scrupolosamente al testo originale affidando al solo Attore lo svolgersi della vicenda in tutta la sua interezza.   Una lettura moderna della tragedia, di taglio decisamente giovane e di ritmo, nel pieno rispetto della classicità dell’opera.

 

La Tragedia come spettacolo luttuoso, nella quale al Fato si sostituisce il Caso, e la catastrofe tragica non coinvolge solo i protagonisti ma diviene strage indiscriminata. 

CON:

Andrea Carpiceci, Doriana Costanzo, Salvatore Della Villa,

Michela Diviccaro, Mauro Racanati, Giovanni Di Lonardo,

Matteo Milani, Vito De Girolamo, Manuela Rorro,

Mauro D’Amico, Stefania Bove, Matteo Padula

adattamento e regia Salvatore Della Villa

musiche originali e sonorizzazione Gianluigi Antonaci

scena Giuseppe Resta

armi di scena Daniele Dell’Angelo Custode

costumi Lavinia Badiani

organizzazione Sara Perrone Elena Spinelli

 

 

 

ROMEO E GIULIETTA: tragedia dell’Eros e tragedia del Tempo

La perenne popolarità di Romeo e Giulietta è più che giustificata, poiché il dramma è la più grande e persuasiva celebrazione dell’amore romantico della letteratura occidentale. 

Romeo e Giulietta è una tragedia anomala, tragedia d’amore e insieme tragedia lirica, che sembra per tanta parte rifarsi alle convezioni della poesia d’amore cortese.  L’amore di Romeo e Giulietta è un sentimento fortemente trasgressivo dell’assetto del potere dentro le mura di Verona, che si infrangerà contro le barriere dell’inimicizia fra le due famiglie e che porrà Giulietta di fronte ad una scelta drammatica nella contrapposizione di Romeo e Tebaldo. E’ la prima volta che la commedia dell’amore viene collocata in un’ambientazione storica sullo sfondo di faide cittadine.

Al mondo degli amanti, quello cortese, fa da controparte quello dei servitori, si osserva infatti che la più lirica delle tragedie di Shakespeare contenga anche la più alta percentuale di battute dette dai servitori, e tuttavia non sono permesse incursioni nel volgare, nel territorio dell’Eros. In compenso si ha la creazione di un personaggio con la funzione specifica di mettere in discussione dall’interno la retorica dell’Eros. Mercutio, non è un servitore, ma è un parente del Principe di Verona: eppure viene considerato come la controparte linguistica del lirismo degli amanti e della puntigliosa retorica dei personaggi più anziani. Il suo linguaggio è a mezza strada e si appropria dei modi espressivi degli amanti per demistificarli . Ma perché il dramma continuasse ad essere quello di Romeo e Giulietta, era necessario uccidere Mercuzio, l’esibizionista del testo, che svolge una funzione centrale nel dramma (Mercuzio muore nella I scena del III atto, centro matematico dell’intera struttura drammatica). Lo stesso vale, in modo ancor più oscuro, per la Nutrice che contribuisce alla catastrofe finale. La Nutrice e Mercuzio, entrambi molto amati dal pubblico, sono tuttavia dei guastafeste, in modi diversi ma complementari.   Quando Mercuzio morirà, lancerà una maledizione per la famiglia Capuleti e Montecchi, spianando la strada verso la distruzione dell’amore. Anche se in Mercuzio non vi è alcun impulso negativo, muore a causa di una tragica ironia: egli muore trafitto da Tebaldo, senza sapere di cosa parli Romeo e Giulietta, la tragedia del vero amore romantico, ignorando il giuramento d’amore fatto dai due amanti.

L’opera non è solo un dramma sull’amore, ma anche un dramma sul tempo. Se la lettera inviata a Romeo da Frate Lorenzo, con lo scopo di spiegare i dettagli del piano da questi escogitato e avviato per venire in soccorso degli amanti, fosse giunta a destinazione nei tempi previsti, non ci sarebbe stata alcuna tragedia. Se Romeo fosse giunto qualche minuto più tardi sulla tomba dei Capuleti, o se Giulietta si fosse destata qualche momento prima dal come artificialmente indotto, la storia del teatro avrebbe annoverato un ennesimo lieto fine. Ma tutto ciò non accade perché gli amanti sono sin dal principio definiti come «nati sotto cattiva stella». Il dramma, che potrebbe essere definito come tragedia del tempismo mancato, prescinde dalla suddivisione in cinque atti, imposta dalla precettistica accademica, procedendo per lunghe sequenza basate sulla continuità temporale. Infatti in Shakespeare il tempo rappresentato si comprime al massimo, aumentando così l’effetto drammatico. La vicenda si svolge in cinque giorni, da una domenica mattina di luglio alla successiva notte del giovedì, e si dispone in quattro sequenze, all’interno di ciascuna delle quali, sono concentrate azioni che in una resa naturalistica occuperebbero molte ore  (meccanismo dichiarato già nel Prologo, quando il Coro ripudia qualsiasi fedeltà all’unità di tempo “il terribile corso del loro amore segnato dalla morte … sarà per due ore il soggetto della nostra rappresentazione”).  Il percorso drammaturgico si brucia in una sorta di rito sacrificale in crescendo, con i due giovanissimi protagonisti travolti dagli avvenimenti e dall’impossibilità di un passaggio all’età adulta e alla maturazione.

 

La stagione curata dal direttore artistico Salvatore Della Villa in sinergia con il Sindaco di Galatone Flavio Filoni, quest’anno si avvale della collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese.

 

PORTA ORE 20.30-SIPARIO 21.00

 

Lo spettacolo avrà un durata di 150 minuti compreso intervallo.

Non sarà assolutamente consentito l’ingresso in sala dopo l’inizio dello spettacolo.

 

BIGLIETTI

Platea I settore €15 intero – €13 ridotto

Platea II settore €10 intero – €8 ridotto

Galleria €7

I biglietti ridotti saranno concessi esclusivamente agli under 30 e over 65.

Online e presso i punti vendita VivaTicket sarà applicata la prevendita di €1,5

 

I singoli biglietti potranno essere acquistati ogni lunedì e giovedì dalle 17 alle 20 presso il botteghino del teatro. I biglietti sono disponibili anche online e presso i punti vendita VivaTicket.

Non sarà applicato nessun costo di prevendita al botteghino del teatro.  

Sarà possibile prenotare telefonicamente i biglietti 329.7155894/327.9860420.

 

TEATRO COMUNALE DI GALATONE – Via A. Diaz 48 Galatone

 

Info e prenotazioni:

Compagnia Salvatore Della Villa 329.7155894/327.9860420

salvatoredellavilla.teatro@gmail.com

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