Insieme ad Ettore Bassi, sul palco con lui, a Nardò, Simona Cavallari, attrice di successo al cinema e al teatro.

L’attendiamo in platea, a porte chiuse, poco dopo la vediamo arrivare dalle quinte, con sorriso amabile e infinita gentilezza decidiamo insieme di proseguire l’intervista in modo molto informale…sedute proprio lì, una accanto all’altra… sul proscenio… 

Le chiediamo subito di fare un passo indietro, all’inizio della sua carriera, dove tutto è cominciato, e soprattutto le chiediamo in che modo ha avuto inizio tutto ciò.

“Per volere del destino -afferma-  in realtà io ho sempre desiderato di fare la ballerina di danza classica, ma un incontro casuale con un regista, 

(sorride ricordando) che si innamorò dei miei capelli lunghi e riccissimi… all’età di 7 anni mi volle per girare alcuni spot, alcune pubblicità…e da lì la mia carriera ha avuto inizio…

Un sogno quindi che non si è realizzato

“Si in effetti per molti anni ho avuto il rimpianto per non aver fatto la ballerina, poi ho capito…in realtà il teatro mi offre tanto…anche la possibilità di fare dei corsi degli stage con ballerini professionisti… e quindi ho tutto!”

Le chiediamo quindi un consiglio per chi volesse intraprendere la sua stessa carriera:

“Sicuramente questo non è un buon momento per i giovani, quando ho cominciato io a lavorare al cinema e poi a teatro ricordo esattamente che veniva premiata la qualità, lo studio il talento vero…ora attraverso tutti questi reality i ragazzi cominciano a credere che basta apparire in tv per divenire subito famosi, invece no…non è così che dovrebbe andare! Questo è un lavoro che richiede molto studio, io consiglio prima di tutto di chiedersi se davvero ne vale la pena, e poi studiare…studiare tanto!”

È quasi ora di andare in scena, vogliamo liberarLa, ma non possiamo esimerci dal farLe un’ultima domanda, quella che chiude tutte le nostre interviste, Le chiediamo di lanciare un messaggio, si chiama “un messaggio da parte del teatro”

“Il mio messaggio va ai genitori: non abbiate paura di portare i ragazzini a teatro, perché magari è vero le prime volte si annoieranno, però poi i profumi del teatro…vedere le differenze tra uno spettacolo e l’altro…i bambini si appassionano! 

E poi un messaggio alle istituzioni, ai comuni agli assessori: date una mano al teatro, investite nel teatro, portatelo alla ribalta!”

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